Ristrutturazione Casa

Nulla osta sanitario ristrutturazione

Quando è necessario richiedere il nulla osta sanitario ristrutturazione e quali sono le procedure previste per ottenerlo

Il nulla osta sanitario ristrutturazione, chiamato anche NOTS, Nulla Osta Tecnico Sanitario, fa parte delle pratiche edilizie da richiedere nel caso in cui all’interno di un edificio, in seguito ad alcuni interventi, venga collocata un’attività produttiva o commerciale. Questo documento non sarà quindi necessario nel caso di edifici a scopo puramente abitativo.

Non esiste un elenco esaustivo che comprenda tutte le tipologie di attività per le quali è necessario richiedere il NOTS, per tale ragione è bene, prima di intraprendere qualsiasi intervento, richiedere un Parere Preventivo presso la ASL di propria competenza. In questo modo verrà effettuato un sopralluogo iniziale, nel quale verranno verificati i requisiti minimi richiesti dall’attività che si intende intraprendere e si avranno quindi maggiori garanzie per ottenere il NOTS al termine dei lavori. In linea di massima, si possono elencare tra le attività soggette a Nulla Osta Sanitario:

  • I pubblici esercizi quali autorimesse e sale giochi

  • I depositi chiusi o i magazzini che abbiano una superficie superiore a 250 mq

  • Le attività artigianali non insalubri come estetisti o parrucchieri

  • Le attività di commercio fisso, quali le rivendite alimentari.
     

Una volta ottenuto esito favorevole per il Parere Preventivo, si potranno iniziare gli interventi nell’edificio in questione. Terminati i lavori previsti, si dovrà quindi fare la richiesta del Nulla Osta Tecnico Sanitario, che dovrà essere inoltrata presso la ASL o presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive, qualora sia presente nel comune di residenza.

I documenti necessari per richiedere il NOTS sono:

  • Una serie di elaborati grafici, che comprendono le planimetrie dell’edificio in questione, con la suddivisione degli ambienti e l’indicazione della loro destinazione d’uso

  • Certificati di conformità degli impianti, che comprendono l’impianto elettrico, quello idrico e la presenza di un allacciamento alla rete fognaria realizzato nel rispetto della normativa vigente

  • Una relazione tecnica stilata da un professionista abilitato che indichi l’agibilità dei locali in questione e la loro rispondenza alle caratteristiche previste dalla legge

  • Una marca da bollo corrispondente all’importo previsto dal Comune di residenza per il rilascio del certificato

  • Il nulla osta per l’impatto acustico

Quest’ultimo documento è necessario per le attività produttive nelle quali l’impiego di macchinari che producono un determinato livello di rumore può recare danni all’ambiente circostante. Per ottenere tale nulla osta si deve presentare una relazione tecnica nella quale viene indicato l’inquinamento acustico previsto e le misure intraprese per ridurlo o eliminarlo totalmente e attendere la decisione dell’ufficio comunale preposto al rilascio dello stesso.

Una volta presentati tutti i documenti previsti dal proprio comune di residenza, bisognerà attendere il sopralluogo degli ispettori della ASL, che avverrà entro 30 giorni dal momento in cui la richiesta è stata presentata e verrà generalmente preannunciato telefonicamente. Durante il sopralluogo l’ispettore avrà la possibilità di richiedere, se lo ritiene necessario, documentazione aggiuntiva, prima di concedere il nulla osta. Alcuni comuni prevedono l’opportunità di richiedere una velocizzazione della pratica, che verrà quindi trattata come urgente, ma ciò potrà avvenire solo previo pagamento di una percentuale variabile aggiuntiva rispetto alla somma normalmente richiesta e compatibilmente con il carico di lavoro che l’ufficio deve smaltire al momento della richiesta.

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